Case popolari, che vergogna!

La politica deve rispondere all’emergenza abitativa e sostenere le famiglie in maggiore difficoltà. Per questo non è accettabile che sul nostro territorio, su tanti alloggi popolari sfitti, solo una manciata siano stati messi a bando.

Come sottolineato dal nostro Capogruppo Vincenzo Salvaggio detto Enzo a Settegiorni, in un momento economicamente difficile come questo, dobbiamo promuovere l’edilizia pubblica a sostegno delle famiglie meno abbienti.

Dal Piano annuale dell’offerta abitativa risulta che nel Magentino il patrimonio pubblico complessivo sia costituito da un totale di 1.137 unità immobiliari, di cui 716 di proprietà dell’Aler di Milano e 421 dei 13 Comuni, ripartiti sui singoli territori comunali. La nostra città ha il maggiore patrimonio abitativo, con un totale di 377 alloggi (di cui 23 di proprietà comunale e 354 di proprietà dell’Aler di Milano).

Ma sulle 71 disponibili per il 2021, nemmeno una ventina sono state messe a bando! Un numero che riteniamo esiguo rispetto alla disponibilità esistente che andrebbe ad assecondare le esigenze di molte famiglie.

Uno stallo legato alla necessità di rivedere i principi di assegnazione in termini più inclusivi, come sancito dalla Corte Costituzionale, che trovò irragionevoli i limiti imposti da Aler nei confronti delle famiglie che facevano domanda di alloggio popolare.

Una situazione grave che vede la Regione inadempiente sul tema delle graduatorie e immobile nei confronti di Aler. Anche l’azione dei Comuni nei confronti della società è quasi nulla: perché non insistere affinché tutti gli alloggi siano messi a bando? A breve finirà il blocco dei licenziamenti e la crisi continua a colpire chi è già in difficoltà. Serve una politica abitativa più ampia rispetto alle neanche 20 unità disponibili quest’anno.

In questi 4 anni la Giunta Calati ha totalmente perso di vista il tema della casa, a partire proprio dalla mancanza di manutenzione nelle strutture di Aler, ignorando i molteplici appelli di residenti e sindacato, che più volte hanno segnalato interventi casuali e poco efficaci. La prima cittadina non ha mai protestato contro l’assenza di Aler, non ha mai rivendicato interventi più puntuali e attenti. Non solo, ha totalmente evitato di proporre politiche mirate, nonostante come Pd abbiamo più volte sollevato il tema. Abbiamo tante zone da destinare all’edilizia pubblica, bisogna solo fare delle scelte politiche. La politica deve però rispondere ora al bisogno.

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