Magenta tuteli il lavoro

Apprendiamo da Settegiorni che l’azienda tedesca Schunk Carbon Technology intende licenziare 9 lavoratori dello stabilimento magentino, centro di eccellenza per la produzione di componenti in carbone per il motore delle lavatrici.

Condividiamo le preoccupazioni dei lavoratori e dei sindacati riguardo una scelta della proprietà che non rispetta persone che per anni hanno contribuito significativamente al successo dell’azienda.

Sperando che l’incontro avvenuto l’8 febbraio tra lavoratori, sindacati e Amministrazione abbia prodotto dei risultati positivi per far cambiar rotta ai vertici aziendali, vorremmo sapere come intende agire l’Amministrazione riguardo questa vicenda. Continueremo a seguire con attenzione l’evolversi degli eventi e a sostenere le istanze dei lavoratori.

Nel frattempo sono da poco partiti i fumosi incontri dei “tavoli della competitività” e in attesa di capire se ci saranno dei responsi, ci chiediamo se non sia opportuno crearne uno ad hoc sul tema del lavoro, aprendo, oltre ai rappresentanti di categoria e i sindacati, al confronto con le principali realtà imprenditoriali di Magenta.

La nostra Città ha un patrimonio produttivo importante, fondamentale per il benessere e lo #sviluppo economico del territorio. Crediamo quindi determinante un #coinvolgimento di queste esperienze e buone pratiche aziendali che da anni vivono e animano Magenta e l’Est Ticino.

L’amicizia tra popoli europei costruisce il futuro

Italia e Francia sono paesi fondatori dell’Unione Europea e legati storicamente da una profonda amicizia.
#Magenta, Città della Battaglia, in cui il 4 Giugno 1859 soldati francesi e italiani hanno combattuto insieme in un momento decisivo del processo che ha portato all’unità del nostro Paese, è uno dei simboli di questo rapporto.

Insieme per sostenere l’importanza dell’amicizia e dei legami economici tra Italia e Francia, uno dei pilastri dell’Europa unita, un patrimonio che non può essere messo a rischio da dichiarazioni irresponsabili, né svenduto per logiche di consenso elettorale.

Di fronte a questo vogliamo reagire con forza, perché è solo in uno spirito di responsabilità, rispetto e cooperazione che il progetto europeo – che ha garantito 70 anni di pace e sviluppo per i 500 milioni di abitanti del nostro continente – avrà futuro.

Grazie ai Consiglieri Comunali Silvia Minardi, capogruppo di Progetto MagentaMassimo Peri, capogruppo di Magenta Popolare, Enzo SalvaggioPaolo Razzano e Marzia Sofia Bastianello, consiglieri PD Magenta, per aver partecipato e condiviso questa importante iniziativa.

Viva l’Italia, viva la Francia, viva l’Europa!

Chiusura Cascina Calderara: quale futuro per le donne e i minori ospitati nella struttura?

La cascina Calderara – giovedì 31 gennaio – ha chiuso i battenti per disposizioni della Prefettura, una scelta improvvisa e inaspettata comunicata un giorno prima. Le ospiti del centro di accoglienza nella periferia nord di Magenta verranno trasferite in altri centri più grandi, della città di Milano e della provincia. Questa decisione è stata presa in fretta e furia, a fronte dell’oggettivo diminuzione dei richiedenti asilo che consentono una razionalizzazione delle strutture di accoglienza.

L’Amministrazione comunale e la sindaca Chiara Calati, come già avvenuto per la chiusura della Vincenziana, sprofondano nel silenzio: nulla sanno e nulla sembrano sapere. Dispiace che questo centro, che è stato aperto dalla prefettura a Magenta durante l’Amministrazione Invernizzi ed è stato dedicato all’accoglienza di giovani ragazze madri ed ai loro figli, venga chiuso in giorni in cui neve e freddo mettono a rischio la sicurezza e la salute degli ospiti. Ringraziamo di cuore gli operatori e i volontari che si sono attivati subito nel rendere il trasferimento il meno traumatico possibile e che hanno reso in questi anni un grande lavoro trasformando la cascina Calderara in un punto di accoglienza, integrazione e solidarietà.
Gli ospiti del centro, integrati nel tessuto sociale della nostra città, verranno ridistribuiti in altre strutture: la speranza è che trovino lo stesso calore e accoglienza che hanno trovato nella nostra comunità.
Ci chiediamo: l’amministrazione comunale informerà i cittadini? Informerà del futuro di madri e minori?