Test sierologici? Basta che paghi 62 euro!

La delibera sui Test Sierologici si è fatta attendere parecchio e ora finalmente abbiamo tutte le informazioni che ci servono.
L’assessore Gallera è stato molto chiaro: vuoi fare un test sierologico? Bene, allora lo paghi 62 euro e ti occupi di tutto quello che c’è da fare in autonomia, compresa la ricerca dei laboratori a cui affidare le analisi. E se risulti positivo al test, devi anche trovare un modo per fare il tampone.

Praticamente Regione Lombardia scarica sui cittadini i compiti e le responsabilità che dovrebbe assumersi da sola. Ma si giustifica dicendo che queste procedure non devono “gravare sulla sanità pubblica che ha già tante priorità”.

Peccato che a pagare le conseguenze (economiche e non solo) di queste decisioni, sono sempre e solo le cittadine e i cittadini lombardi.

Regione Lombardia, dov’è la delibera sui test sierologici?

Regione Lombardia ha annunciato una delibera con annesso cambio di strategia ma, ad oggi, non si vede ancora nulla.
In questa fase di riapertura delle attività, è assolutamente necessario uno screening attraverso i test sierologici per controllare il contagio di lavoratori e lavoratrici. Ma ancora non è chiaro chi farà questi test e soprattutto se saranno a pagamento: noi chiediamo che ai cittadini sia garantita la possibilità di farli attraverso il sistema sanitario regionale.

Dai vertici della Lombardia tutto tace, ma Fontana e Gallera hanno il coraggio di dire che siamo sulla strada giusta!

“L’Ospedale della Fiera, fortunatamente non è servito”

“L’Ospedale della Fiera, fortunatamente non è servito”
Ieri Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia, ha parlato così dell’Ospedale in Fiera a Milano che è stato inaugurato con una grande conferenza stampa appena due settimane fa.
Una struttura che doveva ospitare 400 posti di terapia intensiva per pazienti Covid-19 positivi, poi ridotti a 200 e che in realtà assiste solo una decina di persone.
Al momento sono stati spesi oltre 20 milioni di euro per questo Ospedale. Un “miracolo” – così fu definita la costruzione in tempi record dell’Ospedale – che rischia di assumere sempre più le sembianze di una cattedrale nel deserto, confermando il disappunto iniziale di tanti medici e operatori sanitari nei confronti del progetto.
Considerando i costi dell’Ospedale e i posti letto occupati fin’ora, ogni paziente è costato a Regione Lombardia circa un milione di euro.
Una cifra astronomica che ha poco a che fare con la “fortuna”.
Se la struttura resterà in piedi, meglio rivederne la destinazione, magari pensando proprio ai Covid-19 positivi che necessitano di assistenza a bassa intensità (coloro che Gallera ha suggerito di inserire nelle RSA).
Si conferma l’idea che Fontana e Gallera non abbiano mai sviluppato una strategia chiara per affrontare l’emergenza e il conto, economico e non solo, lo stanno pagando i cittadini lombardi.

Regione Lombardia organizza assembramenti

Ieri è stato inaugurato il nuovo Ospedale in Fiera a Milano, una struttura con oltre 200 posti di terapia intensiva per affrontare l’emergenza Coronavirus.

Fin qui tutto bene, se non fosse che Fontana e Gallera hanno voluto organizzare una affollata conferenza stampa.

Non è accettabile che Regione Lombardia, la Regione più colpita dal virus, organizzi simili assembramenti e metta in pericolo la salute di decine di persone.

Le ONG aiutano la Lombardia

La Lombardia guidata da Fontana il 5 marzo ha dato il benvenuto ai medici delle Ong.
Le stesse Ong che la Lega e il sovranismo hanno, per anni, attaccato, strumentalizzato, offeso e boicottato.
Oggi però che l’emergenza è in casa, quelle stesse Ong sono accolte a braccia aperte.
Che cosa ci insegna questa vicenda?
Che aiutare il prossimo, salvare chi è in difficoltà, non può e non deve essere considerato un crimine.
Perché quelli che ieri aiutavano altri in mare, oggi aiutano noi sulla terra.
E lo fanno nella stessa identica maniera.
Di più: lo fanno senza riserve, nonostante gli insulti e le umiliazioni ricevute. Anche se a chiederlo è stato chi, per mesi, ha fatto becera propaganda e infondato inutili paure.
L’Italia è un grande Paese che ha bisogno di unità, non di imprenditori dell’odio. Non dimentichiamolo mai. Perché le battaglie si vincono uniti, schierati dalla parte dell’umanità.
Insieme, ce la faremo.